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[i] Un Minotauro (e molto altro) per Stefano Burbi

  • Scritto da Enrico Zoi

C'è un Minotauro a Firenze e arriva a passo di danza: dall'11 al 13 marzo al Teatro Cantiere Florida sarà rappresentato il balletto “Minotauro: un’altra verità”, con la Lyricdancecompany. Le musiche originali sono dell'eclettico compositore e direttore d'orchestra fiorentino Stefano Burbi.

Come nascono le musiche per questo spettacolo?
“Il coreografo Alberto Canestro mi ha contattato e mi ha chiesto di scrivere le musiche per il suo prossimo lavoro. Ci siamo incontrati: il suo entusiasmo mi ha convinto, per cui ho deciso di accettare. Mi ha spiegato che si trattava del mito del Minotauro e questo tema classico era assolutamente adatto al mio modo di fare musica”.

Tu sei un compositore poliedrico: quando cambi genere (classico, balletto, colonna sonora), come muta il tuo approccio alla musica e come nascono le diverse ispirazioni?
L’ispirazione è solo una minima parte del processo creativo, perché, nata l’idea, che viene spontaneamente, in qualsiasi momento, non necessariamente quando sono al pianoforte, poi c’è una grande elaborazione, anche se in tempi veloci. Io giro sempre con carta e penna in tasca, perché spesso, anche quando sono fuori, per la strada, mi viene in mente un tema che poi, tornato a casa, elaboro. La musica è un linguaggio, così, come si scelgono le parole giuste per ogni circostanza, occorre scegliere le note giuste per ogni genere musicale. Il processo è lo stesso.

Ci sono anche delle occasioni in cui la musica ti nasce da sé, senza pensare a comporre per qualcosa o qualcuno: lì cosa ti scatta dentro e quali sono magari quei momenti?
Sono molti i lavori che ho fatto senza commissioni, in risposta alla mia esigenza spirituale del momento o mosso da una particolare ispirazione. Lì senti qualcosa dentro che ti spinge a creare un tema che ha un particolare carattere e che quindi necessita di una data strumentazione e di una specifica forma musicale. Ogni momento è buono. Capita anche che, mentre sto lavorando ad una colonna sonora o ad un balletto, io scriva anche dei brani – anche solo abbozzandoli – che non sono relativi al lavoro che sto facendo.

Tu hai già una lunga carriera alle spalle: quali le tappe più significative?
Senz’altro l’esperienza nordamericana è stata molto bella e costruttiva: in Nordamerica c’è un’altra mentalità verso la musica e le soddisfazioni sono state molte. Ricordo il Primo Premio del 1996 in Canada, per avere scritto la migliore colonna sonora per il film 'Annigoni: Portrait of an Artist' al Festival del Cinema di Toronto, la menzione speciale al Festival di Chicago, il Primo Premio del documentario 'Scarpe d’autore' a Roma nel 2009, la nomina di compositore ufficiale per la Canadian Chamber Academy, una grande orchestra canadese formata dai membri della celebre Toronto Symphony Orchestra.

Il tuo ricordo professionale più bello?
Un episodio che amo ricordare è accaduto a Firenze, in Piazza Santo Spirito, dopo un mio concerto con i Filarmonici di Firenze, nel 2008: un ragazzo non abituato ai concerti classici, che era lì a bivaccare solitamente nella piazza, mi si è avvicinato, mi ha abbracciato e mi ha detto che quel mio concerto gli aveva aperto un mondo nuovo. Ora quel ragazzo sta studiando per diventare un musicista.

Tu sei anche autore di poesie: perché ne scrivi? Come ti nasce la motivazione?
Non c’è molta differenza fra la musica e la poesia, tanto è vero che molto poesie sono estremamente musicali e tanta musica risolve tutto in poesia. Io ho pubblicato due libri di poesie: uno quando avevo 14 anni e un altro nel 2006. Amo la poesia perché dice con le parole quello che la musica suggerisce. A volte preferisco esprimermi con le parole, soprattutto quando i concetti sono più complessi.

Come giudichi il panorama musicale italiano attuale?
Non ci sono purtroppo le premesse per far emergere i veri talenti. Molto si basa su operazioni di marketing che niente hanno a che fare con una seria valutazione della qualità, per cui sono certo che molti musicisti validi sono ancora nell’ombra. Il mio giudizio è sospeso, per ora.

Hai seguito il recente festival di Sanremo?
Ho seguito il Festival perché credo che si debba seguire ogni tipo di musica e senz’altro mi ha colpito la canzone dei La Crus, soprattutto per il prezioso intervento della grande soprano Susanna Rigacci, che è anche una mia carissima amica. Per il resto, il tempo dirà quali sono le canzoni che resteranno.

Tornando al classico, quali sono i tuoi autori preferiti?
Mozart su tutti, Bach, Beethoven, Nino Rota, Ennio Morricone. Sì, anche Rota e Morricone meritano di essere parte dei classici, dove classico significa senza tempo.

Dopo il Minotauro?
Sto lavorando ad alcune aggiunte per la ripresa il 13 aprile 2011 a Viareggio del Balletto 'Maria Stuarda' con le coreografie di Beatrice Paoleschi e la compagnia di danza Emox Balletto Contemporaneo, con cui collaboro stabilmente.

Un tuo ritratto tra il personale e il pubblico al di là della musicale?
Non sono certo un personaggio che fa parlare di sé per stravaganze o trasgressioni, anzi, direi che sono assolutamente normale. Ho una famiglia stupenda, una meravigliosa moglie e tre meravigliosi figli di cui sono molto fiero. Come hobby gioco a calcio con gli amici, ho una collezione di fumetti (Topolino e Corriere dei Piccoli), leggo di tutto, non amo la vita mondana. Insomma, a giudicare da quanto si vede fuori e da quello che ormai è la normalità, forse forse sono io il vero trasgressivo!


11, 12, 13 marzo 2011, ore 21
Teatro Cantiere Florida
FIRENZE

Stagione Musa di Fuoco 2011 – Floridanza
Minotauro. Un'altra verità.
Compagnia Lyricdancecompany
Direzione artistica e coreografia: Alberto Canestro
Musiche originali: Stefano Burbi
Informazioni: 055.7135357


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