[r] Posti in piedi in Paradiso, di Carlo Verdone
Tre uomini, una casa e molte donne, ecco la sintesi estrema di Posti in piedi in Paradiso, ultimo film di Carlo Verdone. I tre in questione, uniti prima dai rispettivi fallimenti coniugali e poi dall'appartamento romano che devono condividere per problemi finanziari, sono molto diversi l'uno dall'altro.
Ulisse (Carlo Verdone) ha un negozio di vinili e di memorie storiche del rock, ovvero quanto gli resta del suo miglior passato di produttore discografico; Fulvio (Pierfrancesco Favino, ormai come il giovedì, sempre nel mezzo) soffre la frustrazione del suo declassamento da valente critico cinematografico a pennarello del pettegolezzo mondano, una retrocessione sopraggiunta a causa di un rapporto amoroso, peraltro virtuale, sbocciato all'ombra del pc con la consorte del suo capo; Domenico (Marco Giallini) è un agente immobiliare vizioso, viziato e molto poco serio, dedito oltre misura al gioco e alle donne di una certa età, non per passione ma per denaro.
Una sera Domenico si sente male per il troppo viagra assunto: il caso vuole che il medico di guardia abbia i lineamenti e la follia di Gloria (Micaela Ramazzotti). Da quel momento niente sarà più lo stesso.
Commedia delle varie umanità, un po' dispersiva (ma quanti personaggi, Verdone: non sei Robert Altman!) e forse anche troppo lunga, Posti in piedi in paradiso con il passare dei minuti prende le fattezze, per la verità ancora un po' incerte, di quel nuovo corso che il suo autore sta dichiaratamente cercando di dare alla propria filmografia: al bando le macchiette, ancora qualche strizzatina d'occhio alla comicità più pura, quella delle cadute o dei volti sbattuti contro le porte, costruzione di personaggi portatori di storie, emozioni e sentimenti.
Ne esce un film che farà sicuramente successo, che insegna che la menzogna e la disonestà non pagano, che la buona sorte è troppo mutevole e aleatoria per bastare da sola, che i buoni sentimenti e le certezze dell'amore in senso lato sono la sola via di uscita alle crisi ma che per affermarsi hanno bisogno della spintarella di una visione del mondo sopra le righe, come quella della cardiologa Gloria. Niente di nuovo nel cinema occidentale, insomma.
La sensazione netta è che l'evoluzione di Verdone verso un salto di qualità tematico sia ancora di là da venire: si sa quello che si sta diligentemente lasciando alle spalle, ma si riesce solo a intravedere l'ambìto futuro. Altri argomenti ci vorrebbero, nuovi stimoli narrativi, differenti spunti di riflessione e di intreccio.
Stando così le cose, ci resta solo da constatare un ego verdoniano un po' meno marcato rispetto ad altri suoi film anche recenti e due ore che filano via lisce come l'olio, gradevoli e sorridenti. Tutto qui.
Posti in piedi in paradiso, 2012, di Carlo Verdone
con Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Micaela Ramazzotti, Diane Fleri. Nicoletta Romanoff, Nadir Caselli, Valentina D'Agostino, Maria Luisa De Crescenzo, Giulia Greco, Gabriella Germani, Roberta Mengozzi
Genere: commedia. Durata 119 minuti. Produzione: Italia.




Ci riserviamo di cancellare i commenti e di inibire l'accesso a coloro i quali non rispetteranno queste regole o inseriranno indirizzi e-mail di riferimento non reali. In ogni caso verrà rilevato l'indirizzo IP.